Disegno di legge regionale di riordino delle funzioni delle Province

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Care/i compagne/i,

          ieri   21 settembre si è tenuto l’incontro richiesto unitariamente dalle Segreterie Regionali confederali e di categoria del Pubblico Impiego di CGIL, CISL, UIL e l’Assessore al Personale Gennaro Nunziante sul disegno di legge regionale di riordino delle funzioni delle Province.

Nell’incontro, a cui era presente anche il Dirigente Giovanni Tria, l’Assessore ha ribadito che è intento dell’Ente approvare la legge nel più breve tempo possibile, rispettando le scadenze previste dalla norma, scongiurare le penalità previste dalla stessa, nonché evitare strumentalizzazioni atte ad acuire il già delicato confronto con il Governo nazionale.

Pervenute le osservazioni della Città Metropolitana di Bari, dalle Province Bat e Brindisi, accolti i contributi, le precisazioni delle OO.SS., la legge entro la fine di questa settimana dovrà essere approvata in Giunta, per poi avviare contestualmente l’iter in commissione, assegnata al Consiglio ed essere approvata entro il 30 di Ottobre p.v..

La legge, definita cornice dall’Assessore, contiene principi di carattere generale, che sarà riempita poi di contenuti attraverso provvedimenti di delega e dovrà indicare le risorse non solo per pagare le retribuzioni al personale, ma anche per garantire il mantenimento e la qualità dei servizi ai cittadini.

La norma dovrà essere in grado di farsi carico sia degli stipendi dei lavoratori dei Centri per l’Impiego (532 unità), pari a circa 6 milioni di euro l’anno, ma anche dei 285 lavoratori della Polizia Provinciale. Un costo a carico di Regione pari a circa 30 milioni di euro!

Queste le conseguenze del decreto 125 del 6 agosto 2015, che scarica sui governi regionali competenze che sarebbe toccato allo Stato assumersi. Per questo non è escluso che la Regione non valuti l’ipotesi di un ricorso contro questa norma.

Parallelamente, e dopo averlo chiesto a gran voce i segretari regionali sindacali presenti, si riattiverà l’Osservatorio Regionale previsto dalla l.56/2014 per dare contenuti alla legge regionale e governare i processi conseguenti alle nuove normative in essere.

La nostra Organizzazione ha sottolineato che a tutt’oggi le Province hanno coltivato diverse visioni su alcuni aspetti di applicazione delle legge nazionale, che, a seconda del luogo, è stata interpretata e applicata in modo diverso. Oltretutto è stato da molte utilizzato l’alibi che la Regione non avesse ancora legiferato in merito, per non assumersi la responsabilità delle scelte e degli adempimenti normativi a loro in capo.

Arrivare quindi ad un testo definito da parte della Regione fa fare un passo in avanti, in questo senso. Abbiamo sostenuto che ci pare opportuno limare alcuni aspetti della proposta e al tempo stesso definire, anche prima dell’approvazione della legge, alcuni passaggi che possono essere elementi di accelerazione, di chiarimento e per le Province rappresentare opportunità di sgravio sul versante dei costi.

Sulla parte che riguarda il personale in sovranumero, non ci può più essere discussione. Ci sono 380 unità già definite con delibere delle singole Province, per cui può partire il processo di redistribuzione, che prescinde dall’approvazione della legge regionale, a meno che le Province non rimettano in discussione i numeri già dichiarati. Se cosi fosse allora bisognerebbe rifare le delibere, rivisitando le condizioni degli organici, specie in quelle Province che hanno precari equilibri finanziari, in previsione del futuro di questi Enti, qualcuno dei quali alle soglie del dissesto.

Quindi, se il quadro rimane immutato, il processo può e deve avviarsi. Poi c’è la parte legata alla legge regionale, che attiene ad aspetti tecnici e politici.

Quest’ultimi riguardano le condizioni delle casse della Regione, ovvero se la stessa sarà in grado di assumersi il costo globale dell’operazione, delle funzioni non fondamentali, dei centri per l’impiego, della polizia provinciale e dei sovrannumero. Cosa che se accadesse rischierebbe di portare le casse regionali al default!

Abbiamo stimato l’operazione pesare per 100/ 150 milioni di euro, costo che la Regione non potrà sicuramente caricarsi, considerato anche quanto di preoccupante va addensandosi sui conti della Sanità, con i riflessi che questo avrà sul bilancio autonomo.

Un bilancio autonomo che è pari a 1,3 miliardi di euro.

         Pertanto a monte va fatta chiarezza su quali costi la Regione potrà sostenere e di quali riuscirà a farsi carico.

         Il problema principale dunque rimane la compatibilità economico-fnanziaria, che prevede la necessità di aprire con il governo nazionale la partita sulle risorse messe in campo dallo stesso per accompagnare questo processo.

Il 23 settembre p.v. è già prevista a Roma apposita riunione della Conferenza Stato- Regioni ,alla quale, data la delicatezza del tema, prenderà parte il Presidente Emiliano.

L’Osservatorio dovrà essere quindi necessariamente il luogo di discussione obbligatorio, di mediazione oggettiva dove tutte le esigenze si dovranno incrociare, che dovrà rendere omogenei gli indirizzi, che varranno sia per le società partecipate, come per le funzioni da trasferire e/o da riorganizzare.

Il tema dunque è, tolto l’alibi della prossima approvazione della legge, che ha evitato di far assumere scelte e responsabilità da parte delle Province, tenere il punto della situazione, prendendo in carico la direzione politica della questione. Impegnando un livello di governo regionale di cui la partita economica è il punto di snodo.

La nostra Organizzazione ha anche proposto la possibilità della creazione di un corpo di polizia regionale, per non disperdere le competenze ittico venatorie e di protezione civile che oggi svolgono. La Regione non pare intenzionata ad accogliere tale richiesta ritenendo che quelle funzioni oggi siano già in capo ad altre competenze, inoltre dal punto di vista delle risorse, rimane alquanto critica. Seguiremo con attenzione la fase e capiremo se la questione verrà ritenuta possibile e sostenibile.

L’Assessore ha assicurato che le OO.SS. confederali parteciperanno a tutto il percorso che accompagnerà la norma, nell’ambito dell’Osservatorio regionale, che sarà immediatamente riconvocato e reso il luogo capace di governare e sovraintendere al delicato, inedito e complesso processo di riforma istituzionale.

Vi informeremo con puntualità rispetto all’evoluzione della fase e valuteremo a breve se necessario un momento di punto della situazione in una nostra riunione regionale congiunta confederazione e categorie interessate.

Fraterni saluti.

 

Antonella Morga                                                Biagio D’Alberto

Segreteria Cgil Puglia                                       Segr. Gen. FP Cgil Puglia