Sicurezza sul lavoro ex Ciapi, intervenga il Comitato Unico di Garanzia

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immagine di repertorio

Dopo le note dei responsabili della sicurezza, i lavoratori della Regione Puglia in servizio all’ex Ciapi, nella zona industriale di Bari, in via Corigliano, scrivono al Comitato Unico di Garanzia, sollecitando un intervento a ‘tutela del benessere dei singoli lavoratori e della dignità di ogni singola professionalità’.

Due le segnalazioni che pervengono dai lavoratori.

Come ogni inverno, con l’abbassarsi delle temperature, il sistema di riscaldamento a geotermia va in blocco ed è quindi necessario un intervento manuale di tecnici abilitati per assicurare il riavvio del sistema. Nel frattempo, il personale è costretto a rimanere in ufficio in cappotto. Il mancato adeguamento delle cabine di fornitura Enel e gli innumerevoli aumenti di tensione, su cablaggio di sezione inferiore rispetto al reale fabbisogno, portano a continui distacchi di fornitura, disagi nelle connessioni della rete interna e inquinamento acustico dovuto agli allarmi presenti sulle porte di emergenza e nei quadri elettrici.

Suscitano particolare preoccupazione, poi, i lavori in corso per svuotare le ex officine di via Corigliano, coperte da tetti in amianto, di materiali e suppellettili, stampanti e pc vetusti, nonché materiale ferroso e di altro genere abbandonato lì da tempo. Il cantiere, lamentano i lavoratori, è stato avviato senza alcuna comunicazione da parte degli uffici competenti, senza la condivisione di un piano dei lavori e senza la necessaria valutazione del rischio connessa alla presenza di polveri di amianto.

Pur accogliendo le rassicurazioni e gli impegni dell’amministrazione regionale, già espressi in questo senso, i lavoratori non possono non ricordare che, nel recente passato, il sito ex Ciapi è stato oggetto di valutazione e monitoraggio dell’aria, e che proprio a seguito del deterioramento dell’incapsulamento delle tettoie e dei diversi casi di neoplasie manifestate dai colleghi particolarmente sensibili, il monitoraggio si è ulteriormente intensificato, passando da annuale a trimestrale.

A fronte di tali evidenze, la Fp Cgil chiede alla Regione e al Comitato Unico di Garanzia di valutare la possibilità di trasferire i dipendenti dell’ex Ciapi in ambienti più salubri e strutturalmente più moderni ed adeguati, anche al fine di garantire ai dipendenti in servizio in via Corigliano le stesse condizioni di lavoro dei colleghi in servizio in altri plessi regionali.

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