Sedi periferiche della Regione Puglia. Uffici chiusi a Brindisi, Taranto e Foggia

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Fp Cgil Puglia

«Meno personale, meno funzioni, meno servizi negli uffici provinciali della Regione Puglia. Evidentemente, l’intenzione è di accentrare tutto a Bari, in barba alle esigenze dei territori, degli utenti e, non da ultimo, dei lavoratori». Dichiarazione unitaria di Domenico Ficco, Giuseppe Melissano e Giuseppe Vatinno, rispettivamente segretari generali della FP Cgil Puglia, Cisl Fp e UilFpl in merito alle cosiddette ‘sedi periferiche’ della Regione Puglia.

La situazione più allarmante riguarda la chiusura di diversi servizi e uffici: alcuni scompaiono del tutto, altri sono accorpati ad altri uffici e ad altri territori. Così, a Brindisi chiude sia il servizio ‘attività estrattive’ che l’ufficio personale, accorpato a quello di Lecce, mentre è prossimo alla chiusura l’ufficio istruzione; a Taranto, scompare l’ufficio servizi sociali, per mancanza di personale; a Foggia tocca all’ufficio tecnico, nonostante le migliaia di pratiche ancora da evadere. Mancano ovunque i dirigenti, molti dei quali devono dividersi fra più sedi. Basti pensare che il dirigente all’agricoltura copre ad interim la sede di Lecce, Brindisi e Taranto. Chiudono anche diverse postazioni focal point delle province, i punti d’accesso a cui devono riferirsi i lavoratori per comunicare permessi, movimenti e ferie: tutte le attività sono accentrate nella sede barese, con evidenti problemi organizzativi per tutti.

Nel complesso, spiegano le organizzazioni sindacali, le funzioni che potrebbero essere effettuate a livello provinciale vengono fagocitate dalla sede di Bari e le funzioni espletate a livello periferico arrancano per mancanza di risorse umane. Ciò significa meno servizi per i cittadini, un’azione amministrative più lenta e più lontana ai territori ma anche notevoli disagi per i lavoratori, umiliati della loro professionalità, «in spregio degli impegni presi con il personale e le organizzazioni sindacali», dichiarano Ficco, Melissano e Vatinno.

Lo scorso maggio, infatti, l’amministrazione regionale ha incontrato le sigle sindacali e le Rappresentanze Sindacali Unitarie. Nell’occasione, il vicepresidente della Giunta Regionale, Antonio Nunziante, insieme con il dirigente della sezione personale e organizzazione, Nicola Paladino, aveva assunto l’impegno di analizzare e studiare la situazione delle varie strutture regionali provinciali, attivando una ricognizione sul personale in servizio nelle sedi periferiche e delle unità in uscita, sulla base della quale programmare l’assegnazione di personale al fine di sopperire al deficit di risorse umane. Le organizzazioni sindacali non hanno fatto mancare il proprio apporto di idee e proposte: dalla stabilizzazione del personale oggi addetto al telelavoro all’assegnazione del personale residente nelle province pugliesi, così da evitare ai lavoratori viaggi di ore.

«La parte pubblica non risponde alle nostre sollecitazioni e, con insopportabile noncuranza, non tiene fede agli impegni presi. Richiediamo, da subito, la riapertura degli uffici chiusi, con l’assegnazione di personale che possa attendere dignitosamente alle funzioni assegnate, e annunciamo azioni di protesta più massicce e incisive».

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