Nucleo di vigilanza ambientale, ancora nulla di fatto

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nucleo di vigilanza ambientale
Due anni senza divise, senza auto di servizio, tesserino di riconoscimento e, soprattutto, senza le qualifiche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. La Funzione Pubblica della Cgil riaccende i riflettori sulla posizione anomala, e di limbo, nella quale si trovano gli 82 poliziotti provinciali, transitati senza soluzione di continuità nel nucleo di vigilanza ambientale della regione Puglia. A due anni della firma di contratto che li ha incardinati, dalle province di provenienza, ai ruoli della regione Puglia, questi lavoratori sono ancora inutilizzati, svuotati delle mansioni e mortificati nelle professionalità acquisite: una condizione che danneggia la dignità dei lavoratori e l’ambiente che dovrebbero tutela e proteggere.
In due anni, dall’agosto del 2016 ad oggi, la regione Puglia ha adottato, seppur con un iter legislativo disorganico e complicato e con il pungolo costante della Fp Cgil, tutti gli  atti normativi necessari per rendere pienamente operativo il personale del nucleo di vigilanza ambientale.  Queste novità normative sono rimaste però inapplicate, in quanto il personale ad oggi è sprovvisto degli strumenti minimi per svolgere il proprio lavoroMancano, soprattutto, le qualifiche di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza necessari per espletare le mansioni di polizia amministrativa, polizia venatoria, polizia mineraria e polizia ambientale, con ricadute gravi sulla gestione dei servizi di tutela ambientale. Un solo esempio. La stagione venatoria, ormai alle porte, è priva da due anni di qualsiasi forma di controllo. Per la vigilanza venatoria, infatti, è impensabile che il personale di vigilanza effettui controlli a persone armate senza la qualifica di polizia giudiziaria e la qualità di pubblica sicurezza, fondamentale, quest’ultima per l’attribuzione di un’arma di difesa, e che si limiti, laddove e sempre che vi sia collaborazione, alla visione dei soli “documenti autorizzativi”. Nella ipotesi di accertamento di una violazione penale, nell’attesa dell’arrivo di un altro organo di polizia, il trasgressore si allontanerà indisturbato e sarà difficile dimostrare l’illecito e non si ha la possibilità, in questo come in molti altri casi, di assicurare le fonti di prova ed impedire che il reato venga portato ad ulteriore conseguenze.
Per queste e mille altre ragioni, che la Fp Cgil ha ampiamente e lungamente esposto in questi due anni, questa organizzazione sindacale manifesta il disagio e la crescente preoccupazione, anche per la tenuta della qualità e dell’efficienza dei servizi di protezione e prevenzione ambientale e chiede di conoscere, con la massima urgenza, le cause per le quali a tutt’oggi la regione Puglia non abbia provveduto a rendere operativo il personale del nucleo di vigilanza ambientale.

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