Asili nido in Puglia, accesso solo per il 16% dei bambini

  Questo contenuto è nella categoria:
  Commenti: Commenti disabilitati su Asili nido in Puglia, accesso solo per il 16% dei bambini

Comincia la scuola ma non per tutti. Niente asilo nido, né pubblico né privato, per l’84% dei bambini pugliesi fino ai 2 anni. Dei 92 mila bambini in età pre-scolare, dalla Capitanata al Salento, solo il 16% ha accesso ad un asilo nido, a cui si aggiunge il 2,7% dei bambini che usufruisce di un servizio integrativo.

Sono i dati scoraggianti elaborati dalla Funzione Pubblica Cgil Nazionale, su rilevazioni Istat relative all’offerta comunale di asili nido e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia, riferiti al dicembre 2017.

Il dato pugliese è nettamente più basso, quasi 8 punti percentuali in meno, rispetto al dato nazionale, fermo al 24% e di per sé inferiore a quanto richiesto dall’Unione Europa nella strategia di Lisbona che prevedeva, entro il 2010, una copertura del 33%.

Barletta è il capoluogo di provincia dove è più difficile trovare accesso ad un nido: solo il 5,8% dei bambini barlettani ne frequenta uno. Segue Taranto, con una percentuale di copertura del 10%, Bari, con il 13%, Brindisi, con il 19%, Foggia, con il 27%, Lecce con il 32%. Non va meglio in provincia e, in particolare, nei comuni più piccoli, dove spesso si constata l’assenza totale di servizi per la prima infanzia. La scarsa, o nulla, offerta pubblica e le esose richieste degli asili privati spingono le famiglie a optare per altre scelte. La conferma arriva dai dati relativi ai servizi per i bambini dai 3 ai 5 anni, circa 100 mila in tutta la Puglia: il 92% di loro frequenta regolarmente la scuola d’infanzia, a riprova del fatto che, per le famiglie, c’è una differenza abissale fra servizi a domanda individuale, come i nidi, e servizi di fiscalità generale, come la scuola.

«Con la legge 65 del 2017 – così Patrizia Tomaselli, Segretario Fp Cgil Puglia – è stato istituito il sistema integrato di educazione e istruzione per i bambini da 0 a 6, con cui si riconosce sin dalla nascita il diritto alla cura e all’educazione. Oggi, dunque, il nido, insieme alla scuola dell’infanzia, rappresenta la base del sistema di educazione e formazione del nostro Paese. Questo obiettivo si realizza pienamente con nidi totalmente gratuiti, quindi a carico della fiscalità generale e non più servizi a domanda individuale. Per questo rivendichiamo più asili nido pubblici, gratuiti e di qualità».

Per gli asili nido a gestione comunale diretta, la Puglia spende in media 6.887 euro a bambino, 3.459 euro per gli asili comunali affidati a terzi: spendono meno solo la Sardegna, le Marche, il Molise, la Calabria e la Basilicata. I comuni pugliesi spendono 4735 euro per bambino, a fronte di 6.649 euro della media nazionale. Ogni famiglia compartecipa alla spesa per 548 euro, ben al di sotto della media nazionale, fissata a quota 1.616 euro.

Dati significativi anche sul fronte del personale. Una ricerca della Fondazione di Vittorio, Inca e Fp Cgil ha monitorato lo stato di salute di chi lavora nei nidi, prevalentemente donne al di sopra dei 40 anni. Almeno il 50% delle lavoratrici degli asili nido e delle scuole per l’infanzia riscontra problemi fisici alla schiena e ha vissuto aggressioni verbali nella relazione con i genitori. Commenta Domenico Ficco, Segretario generale Fp Cgil Puglia: “Bisogna investire risorse sul numero e sulla qualità dei servizi offerti e sull’assunzione di personale soprattutto al sud, sulle condizioni sociali delle famiglie e le condizioni lavorative del personale. Per raggiungere la quota del 33% di copertura, bisognerebbe garantire risorse per 2,6 miliardi di euro, da tradurre in costruzione di nuovi asili e nell’assunzione di almeno 20 mila docenti nel segmento 0-3”.

Il commenti a questo post sono chiusi