Eipli, stato di agitazione dei lavoratori

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Continua lo stato di agitazione per i lavoratori dell’Eipli, l’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria di Puglia, Lucania e Irpinia. Con una nota congiunta a firma di Patrizia Tomaselli, segretario Fp Cgil Puglia, Massimo De Giorgi, Cisl Fp, e Gennaro Rosa, Uil Pa, i lavoratori diffidano l’amministrazione in ordine ai danni morali e materiale che potranno scaturire dal persistere della crisi i atto. I lavoratori, che già a dicembre hanno manifestato a Bari, in prefettura, e Potenza, in Regione Basilicata, da quattro mesi non percepiscono lo stipendio, né tredicesima, né incentivi, buoni pasto e rimborsi chilometrici. Tale situazione, è facile immaginare, crea danni enormi per i lavoratori e le loro famiglie, molte delle quali monoreddito.

I lavoratori, pertanto, chiedono un incontro urgente per chiarire, una volta per tutte, quali problemi impediscono all’Ente di erogare gli stipendi. Sarebbe opportuno richiamare la banca, che ne gestisce la tesoreria, alle proprie responsabilità in ordine ad una condotta illecita che impedisce all’Eipli la corretta gestione delle proprie risorse, specialmente quando queste sono costituite, principalmente, dai salari maturati dai propri lavoratori. La giustificazione della banca, di non poter operare in presenza di contratto scaduto, non sottrae la stessa dall’obbligo di assicurare un servizio essenziale sino al subentro di un nuovo tesoriere o un rinnovo del contratto stesso. L’Eipli provvede quotidianamente all’approvvigionamento dell’acqua per le case, le aziende agricole e industriali di Puglia e Basilicata: un servizio essenziale per tutto il territorio. Il riconoscimento salariale è la condizione minima e indispensabile per questo servizio.

Anche per questo, le organizzazioni sindacali annunciano che, in assenza di urgenti provvedimenti, si procederà con tutti gli strumenti di lotta sindacale per far valere i diritti dei lavoratori e, nel mentre, le organizzazioni sindacali si faranno carico di interessare le rispettive Segreterie Nazionali di Federazione al fine di favorire anche l’autorevole intervento del Ministero dell’Agricoltura, per quanto di propria competenza, in quanto organo vigilante.

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